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Napoli-Milan, Conte: “Per noi è dovuto vincere e per loro no?”

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Antonio Conte, allenatore azzurro, ha parlato in conferenza stampa al termine di Napoli-Milan, partita della 31^ giornata della Serie A 2025-2026 che si è svolta allo stadio 'Maradona' di Napoli
Stefano Bressi
Stefano Bressi Inviato, responsabile social, redattore 

Antonio Conte, allenatore azzurro, ha parlato in conferenza stampa al termine di Napoli-Milan, partita della 31^ giornata della Serie A 2025-2026 che si è svolta allo stadio 'Maradona' di Napoli. Ecco, dunque, le sue dichiarazioni.

Sul secondo posto: "Se squadre come il Milan e la Juve hanno come obiettivo la Champions, e quindi sono tutti contenti, non capisco perché qui a Napoli sembra che debba essere tutto dovuto. Abbiamo portato due trofei in due anni e adesso dobbiamo mettere in ghiaccio la qualificazione in Champions. La seconda posizione dimostra che stiamo onorando lo Scudetto e la storia del Napoli. In 7 partite dobbiamo dare il massimo: i ragazzi lo sanno. Se mi chiedete di chi mi sta davanti, e io dico ai ragazzi di guardare davanti, vedo l'Inter che è in testa al campionato e ha una media punti che difficilmente fa pensare che possa perdere altri punti. Sta di fatto che noi non possiamo sbagliare mai e gli altri invece devono sbagliare diverse volte".


Sulla Nazionale: "L'anno scorso si parlava di me che sarei andato via dal Napoli. I media devono scrivere. Se io fossi il presidente della federazione, mi prenderei in considerazione. Mi metterei nel novero dei candidati per molti motivi. Conosco l'ambiente, ho fatto il ct per due anni. È un motivo di lusinga, è bello, rappresenti il Paese. Però sapete benissimo quale sia la mia situazione: siamo molto concentrati sul Napoli, c'è un altro anno di contratto e alla fine di questa stagione mi incontrerò con il Presidente. Fossimo andati ai Mondiali coi rigori, si sarebbe parlato di grande calcio rinato; ogni volta che non ci qualifichiamo si dice che bisogna cambiare tutto. Certo, dopo tre Mondiali bisogna fare qualcosa. Quando io ero ct, si era parlato tanto, ma avevo ricevuto poco aiuto, anche da parte delle squadre. Ci sono cose da salvare. Ma bisogna sistemare le cose: non è che se ne parlato questa settimana e poi stop. Se ci fossimo qualificati, ci sarebbero stati toni trionfalistici per tutti. Vogliamo tutti bene alla Nazionale e siamo dispiaciuti".

Sui giocatori giovani in rampa di lancio: "Io ciò che ho sempre detto è che, dopo l'arrivo di nove calciatori, non è semplice integrarli... Siamo stati costretti a metterli dentro perché l'anno scorso avevamo una rosa molto risicata. Alcuni hanno fatto molta fatica e l'abbiamo pagata. A gennaio non potevamo fare mercato"